Uscita didattica presso la Casa Circondariale “ Borgo San Nicola “ Lecce - 27/4/2018

Non solo grate e cancelli, ma anche bellissimi murales e stanze colorate.

Trenta studenti delle classi 2A e 2E dell’IISS “E. Medi”di Galatone, accompagnati dai docenti, varcano la porta del carcere di Borgo San Nicola. Atteggiamento composto, in questo luogo in cui la restrizione della libertà è punizione, ma anche rieducazione alla vita.

La dottoressa Patrizia Andrianello, vice direttrice, l’ispettore Maurizio Migliaccio e il commissario Luigi Pellè accolgono il gruppo e lo guidano lungo il percorso. Corridoi, uffici, celle, aule scolastiche, sale colloqui… al primo piano del reparto femminile, un’impresa tessile. Gli sguardi degli ospiti incrociano appena quelli delle detenute, sedute davanti alla macchina da cucire.I prodotti, papillon, sciarpe, borse, portachiavi, presine, portano il marchio “Made in carcere”, simboleggiano l’impegno, la voglia di riscatto, le scuse alla società e della società, rappresentano un modo per uscire dal carcere prima del previsto, grazie ai benefici di legge.

Da una porta aperta, sbuca una bimbetta che segue la sua mamma. La donna scompare in un baleno, la bimba si ferma, sorride, saluta con la manina e agita i lunghi riccioli su quegli occhi che si spera, vedranno al più presto paesaggi diversi dalle mura di un carcere.

Si torna nella sala ricevimento: dopo la visione di un efficace filmato sugli effetti delle droghe e delle metanfetamine, si svolge un’esercitazione da parte delle Unità cinofile di Trani.

Si esce in punta di piedi, come si è entrati. Il cancello si chiude alle spalle. Un respiro di sollievo, la libertà riavvolge, ma anche un po’ di tristezza e la consapevolezza che quando si fa del male a qualcuno, quando si rompe il patto con la società, si deve restituire il mal tolto.

Vi salutiamo e v’invitiamo a leggere alcune frasi sulla pena che ci hanno colpito.

Galatone, 06 maggio 2018

Prof.ssa Elena Calò e gli studenti delle classi 2A e 2E

“La certezza di un castigo, benché moderato, farà sempre una maggiore impressione che non il timore di un altro più terribile, unito colla speranza dell’impunità”. Cesare Beccaria

“Chi passa sopra ad una colpa, incoraggia a commetterne molte”. Publilio Siro

“Il carcere non è ancora la morte, benché non sia più la vita”. Adriano Sofri

“Siamo tutti potenziali malfattori, e nel profondo dell’animo quelli che mettiamo in prigione non sono più cattivi di chiunque di noi. Hanno ceduto all’ignoranza, al desiderio, alla collera, malattie da cui anche noi siamo affetti, per quanto in misura diversa. Il nostro dovere è di aiutarli a guarire”.

Dalai Lama

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